domenica 20 gennaio 2008

Il periodo Asuka 飛鳥時代 (538-710 d.C.)2


Secondo un tradizionale sistema di datazione, detto nengo, il colpo di Stato, che nel 645 eliminò l'egemonia Soga, si colloca nel primo anno dell' era Taika (Grande Cambiamento) da cui prese il nome l'editto di riforma promulgato nel 646 dall'Imperatore Kotoku. Si tratta delle cosiddette Riforme Taika che, basandosi sul modello di governo cinese, determinarono un' ulteriore burocratizzazione e centralizzazione dello Stato, rafforzando così il potere della corte imperiale. Infatti, diversamente dalla costituzione promossa dal Principe reggente Shotoku nel 604, l'EdittoTaika del 646 non era un elenco di precetti etico-morali ma un insieme di vere e proprie norme politico-amministrative che mirava a trasformare i capi della dinastia regnante nei monarchi assoluti del sistema cinese.

Prima di tutto, l'editto mirava a privare i clan del pieno controllo delle terre e dei loro abitanti, attribuendo tale controllo al sovrano che, di conseguenza, si trovava a esercitare il monopolio sulle risorse agricole del paese; in secondo luogo, dal punto di vista amministrativo, la riforma organizzava il territorio nazionale in 66 kuni (province), a loro volta divise in gun (distretti) e in unità ancora più piccole costituite da villaggi rurali e quartieri urbani. A capo dei kuni erano posti governatori provinciali, detti kokushi, mentre le cariche inferiori venivano ricoperte dai membri della nobiltà locale che, perso il proprio potere politico autonomo, diventavano funzionari dell'Imperatore; Infine, come terzo provvedimento, si istituivano il censimento della popolazione e un catasto, in base ai quali la terra coltivabile veniva distribuita equamente tra i contadini che, in cambio, dovevano pagare all'Imperatore una tassa versata, in parte in natura sul raccolto, in parte sotto forma di manodopera o di servizio militare.

Queste riforme avrebbero, dunque, fornito l'Imperatore di un notevole potere sia economico che militare. Tuttavia, esse, di fatto, non vennero attuate subito ma solo gradualmente nel corso di quasi un secolo, dato che la loro esecuzione richiedeva un considerevole sforzo organizzativo. A mettere in moto queste riforme fu la necessità di assicurare la sopravvivenza del governo imperiale e della sua burocrazia attraverso un continuo afflusso di entrate nelle casse statali. Infatti, queste entrate potevano essere ormai garantite solo dal controllo diretto delle risorse agricole e da un efficiente sistema di tassazione. Un ulteriore stimolo al cambiamento fu tuttavia fornito al Giappone dal pericolo di un'invasione militare da parte della Cina, in seguito alla perdita della colonia in Corea e alla distruzione di una flotta giapponese a largo della penisola, nel 663. Infatti, il timore dell'espansionismo cinese, evidente nell'opera di fortificazione del periodo, contribuì ad accelerare il processo di centralizzazione del potere. Intanto la Cina stessa, oltre che una potenza da temere, venne sempre più considerata un modello da imitare, attingendo ampiamente dalle istituzioni dell'Impero sotto i Sui e poi sotto i Tang.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

so che è lontano ma sto aspettando un resoconto del periodo edo hehe

Lore

Righello ha detto...

Prima di passare a un altro periodo, preferivo concludere questo. Poi, chissà... magari potrei fare qualche saltino cronologico.