lunedì 14 gennaio 2008

Il periodo Asuka 飛鳥時代 (538-710 d.C.)1

Questo periodo prende il nome dalla prima capitale imperiale della dinastia Yamato, edificata nell'area dell'odierna Osaka, e va dal 538 (per molti studiosi, l'anno dell'introduzione del Buddhismo in Giappone) al 710 (inizio del periodo Nara, in seguito allo spostamento della corte nella citta omonima). Il periodo Asuka è caratterizzato, rispetto alle epoche precedenti, da una maggiore penetrazione nell'arcipelago della cultura continentale e, in particolare, della religione buddhista. La scelta di accettare, o rifiutare, quest'ultima dipese dalla lotta tra i clan dominanti per ottenere la supremazia sulla corte di Yamato. Da questa battaglia uscì vincitrice la fazione filobuddhista del clan dei Soga, imparentati, attraverso matrimoni vari, con la famiglia regnante. Sotto la guida del capo clan, Soga no Umako, vennero prese numerose iniziative attribuite al Principe ereditario Shotoku Taishi, reggente dell'allora imperatrice in carica.

Tra le iniziative più significative del principe reggente vi fu, a partire dal 600, la reintegrazione di ambascerie ufficiali in Cina; tali ambascerie, più che riportare risultati politici ed economici significativi, ebbero invece immense ripercussioni in ambito culturale: infatti, comprendevano persone che, dopo essersi fermate in Cina per studiarne l'arte, la letteratura, la religione, la filosofia e, soprattutto, il sistema politico e legislativo, avrebbero diffuso le conoscenze acquisite, una volta tornate in patria. Tra l'altro, da queste missioni diplomatiche ebbe origine la politica riformatrice promossa da Shotoku Taishi e appoggiata dal capo Soga, Umako. Queste riforme miravano, in emulazione del sistema burocratico cinese, a rafforzare il potere centrale dell'imperatore, attenuando il prestigio dei clan a vantaggio dei ranghi di corte.


Tuttavia, dopo la morte del Principe Shotoku (622) e di Umako (626), i Soga cambiarono politica, cercando di accrescere la propria influenza ai danni dell'autorità imperale. Così, sotto il nuovo capo clan, Soga no Iruka, il loro strapotere fu tale da suscitare la preoccupazione e la reazione della famiglia regnante: nel 645, Iruka fu quindi vittima di un colpo di Stato (immagine a sinistra) che eliminò per sempre l'egemonia dei Soga e fece salire al trono l'Imperatore Kotoku. La rivolta era guidata dal Principe imperiale Naka no Oe, salito al trono, nel 668, col nome di Tenji, e da un membro del clan Nakatomi, Nakatomi no Kamatari, che avrebbe ricevuto importanti cariche, nonché il nuovo prestigioso cognome di Fujiwara. Tale cognome sarà poi trasmesso ai discendenti di Kamatari che avrebbero, col tempo, dominato la corte in modo assoluto.

1 commento:

Righello ha detto...

Alcune informazioni qui contenute sono presenti anche nei 3 articoli precedenti. Ho voluto riportarle ancora col proposito di fare un discorso lineare che, altrimenti, non sarebbe stato possibile. Naturalmente, il periodo Asuka (così importante) continuerà ad essere trattato nei prossimi post.