venerdì 18 aprile 2008

Kagemusha 影武者


Mostrando uno scorcio del Giappone del periodo Azuchi-Momoyama (1568-1598), il regista Akira Kurosawa dedica il film Kagemusha, l'ombra del guerriero (1980) a uno dei più famosi capi politici e militari del XVI secolo, Takeda Shingen (1521-1573). L'azione si svolge in un epoca di guerre civili tra signori feudali (i cosiddetti dimyo), alcuni dei quali miravano a unificare il Paese sotto il proprio vessillo. Shingen è, appunto, uno di questi convinti fautori dell'unificazione nazionale ma, durante un'assedio, viene ferito mortalmente da un colpo di archibugio. Su suggerimento del fratello Nobukado e per volontà dello stesso Shingen, si mantiene segreta la scomparsa del leader dei Takeda, sostituendolo temporaneamente con un kagemusha (un uomo-ombra, cioè un sosia), al fine di non demoralizzare le truppe e ingannare il nemico. Inizialmente, il kagemusha, essendo un ladro, assolverà al suo compito per mera convenienza, senza nascondere la sua natura, ma finirà poi per identificarsi totalmente nel personaggio assumendone la personalità e perdendo la propria identità. Dopo essere stato smascherato e scacciato, il sosia non riuscirà più a staccarsi dal "suo" clan anche quando questo verrà annientato nella storica battaglia di Nagashino (1575): lui stesso rimarrà vittima dello scontro, tentando di proteggere il "suo" stendardo.

In questa amara parabola sull'illusione della vita e la caducità delle cose umane, il regista fonde la tradizione letteraria europea (in particolare, Shakespeare) e quella medievale giapponese (citando, per esempio, il poema epico duecentesco Eike Monogatari) con l'astrattezza del teatro No. Inoltre, reinventando liberamente la vicenda del kagemusha di Shingen, Kurosawa ricostruisce fedelmente i personaggi e gli avvenimenti che hanno segnato la storia del Giappone moderno: Oda Nobunaga (1534-1582), il grande avversario dei Takeda, noto come il primo unificatore del Paese; Tokugawa Ieyasu (1543-1616), fondatore di quella dinastia che governerà l'arcipelago per più di due secoli; e, naturalmente, la battaglia di Nagashino (avrò modo di parlarne in seguito), di cui il regista mostra solo l'inizio e la fine, lasciando immaginare il resto allo spettatore, attraverso il sonoro e le reazioni dei protagonisti.

Vincitore della Palma d'oro al Festival Cannes nel 1982, Kagemusha è, a mio parere, uno dei migliori film storici mai realizzati: azzeccatissime, in particolare, le scene che mostrano un Nobunaga fanatico dell'occidente benedetto da un padre gesuita e deliziato dal vino "straniero"; Visualmente straricco di effetti cromatici, è brillantissimo anche nelle sequenze epiche (non per niente è stato prodotto da Francis Ford Coppola e da Geoge Lucas)...Insomma, un film che consiglio a tutti.

4 commenti:

beatrice ha detto...

oh,come mi piace questa nuova etichetta!
Qui si inizia,tra l'altro,a preparare un esame di storia del giappone contemporaneo.
Userò il tuo blog come supporto!

Righello ha detto...

E' un vero piacere. Se ti serve sapere qualcos'altro (in particolare sul giappone contemporaneo, di cui non ho scritto ancora nulla) sarò lieto di fornirti il mio modestissio apporto. Puoi scrivermi anche sulla mail del blog: nippoclio@gmail.com

beatrice ha detto...

Arigato!
Se avrò bisogno di chiarimenti chiederò a te!
Grazie

パオロ ha detto...

bellissimo film...